Poco, e a un certo punto si ferma. Su una spiaggia in leggera pendenza le onde rimescolano più o meno i primi dieci centimetri di sabbia in un giorno normale, e con la mareggiata fino a mezzo metro.
Sono misure fatte sulla costa dell'Algarve, in Portogallo, e misurano la sabbia, non un anello.
Chi studia le coste la chiama profondità di rimescolamento: fin dove le onde smuovono davvero la sabbia. Un gruppo di ricercatori l'ha misurata piantando delle aste nella spiaggia e controllando, marea dopo marea, quanta sabbia si era spostata. Lo studio è uscito nel 2000 sul Journal of Coastal Research.
Che la profondità ha un tetto. Sotto quello strato la sabbia resta quasi ferma, ed è ragionevole pensare che un anello non scenda più della sabbia che lo trascina. Un anello perso un mese fa di solito è nello stesso strato di uno perso ieri, e un metal detector ci arriva.
Con il tempo cresce invece la zona da cercare. La sabbia si sposta lungo la riva e il punto preciso te lo ricordi sempre meno. Per questo conviene che qualcuno vada presto, anche se l'anello non sta sprofondando.
Nella sabbia asciutta, lontano dall'acqua. Lì le onde non arrivano, e un anello va giù per i passi della gente e per chi scava con le mani. Nessuno l'ha misurato, quindi un numero non te lo diamo. Una cosa però è sicura: se non scavi, chi cerca dopo fa molto prima.
E il numero vale per una spiaggia in leggera pendenza. Dove la spiaggia è più ripida, la stessa onda smuove più sabbia.
Retrievly è una piattaforma che mette in contatto chi ha perso un anello nella sabbia con i cercatori della zona, e pubblicare una richiesta è gratis. Se l'hai perso in Italia ci sono anche due reti di volontari che cercano gratis: Chi può cercare il mio anello perso?
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Retrievly l'ha fatto Kenny. Da anni fa snorkeling nel Danubio e tira su di continuo roba di altri: portafogli con dentro i documenti, telefoni, chiavi. Retrievly è nato da lì.
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